La rabbia all’interno della relazione

La rabbia all’interno della relazione

Come gestirla affrontarla e spegnerla, senza che essa distrugga la relazione

Marina Ciampelli

Psichiatra psicoterapeuta

Insegnante di Mindfulness

marinaciampelli@gmail.com

 

 

La rabbia è un’emozione molto frequente nella nostra vita e, come tutte le emozioni, ci segnala una modalità di relazionarci con gli altri.

Spesso infatti la rabbia è il segnale che ci sentiamo trattati con poco apprezzamento, o che ci sia stato fatto un torto, o che non ci sentiamo abbastanza amati dall’altro, o non abbastanza all’altezza delle nostre o altrui aspettative.

La rabbia comporta facilmente il passaggio all’atto, attraverso gesti di aggressività, verbale o fisica.

Questa fa capire facilmente come una rabbia frequente e scarsamente gestita possa minare le fondamenta di una relazione (di amicizia, di amore ecc) anche profonda, fino a farla crollare del tutto.

Per questo è molto importante saperla gestire e placare.


Un modo per farlo ce lo insegna la mindfulness, ovvero una consapevolezza e una presenza mentale profonda che possiamo mettere verso i nostri vissuti.

Tich Nath Hanh insegna alcune tecniche molto semplici, che possiamo applicare nella vita di tutti i giorni: vi riporto a tecnica del “regalo” e quella dell’”immaginarsi fra 100 anni”.

Unica accortezza per riuscire ad attuare queste tecniche anti-rabbia è l’intensa motivazione a spegnere la nostra rabbia quando questa si manifesterà.

La prima tecnica, quella del “regalo” consiste nel fare un regalo alla persona con cui abbiamo litigato o verso la quale abbiamo provato un’intensa rabbia; può sembrare una cosa sciocca o banale, ma in realtà, se provate, vi accorgerete che il fare un dono alla persona verso la quale stiamo provando rabbia disinnesca (quasi) immediatamente la rabbia. La difficoltà sta proprio nel ricordarsi di attuare questa tecnica proprio quando ne avremmo meno voglia, poiché la rabbia stessa ci spinge ad allontanarci dall’altro, rimanendo fermi sulle nostre posizioni, convincendoci che, in ogni caso, abbiamo ragione noi e l’altro torto e quindi non c’è motivo di “fare un primo passo” verso l’altra persona. Per riuscire ad attuarla, quindi, è necessario comprare alcuni doni in anticipo, serbandoli per i momenti di necessità.

La seconda tecnica consiste nel fare uno sforzo di immaginazione nel momento più intenso dell’emozione di rabbia: dovete provare a immaginare voi e la persona con la quale state discutendo fra 100 anni: dove sarete, come sarete? La risposta anche in questo caso è ovvia, perché, a meno di rari casi di estrema longevità, possiamo ritenere che sia voi, sia l’altro non calpesterete più con i vostri piedi questo suolo. E’ un’immagine che evoca molta tristezza e compassione, e saranno proprio queste emozioni così forti a spodestare la rabbia. In fondo tutti noi dovremmo pensare che sprechiamo tanto del nostro tempo e delle nostre energie discutendo con gli altri, come se avessimo a disposizione un tempo infinito.

Un metodo ancora più complesso, e che richiede molto allenamento nella pratica di meditazione, è la pratica di metta: così viene chiamato un particolare tipo di meditazione che serve a sviluppare la gentilezza amorevole verso il prossimo.

Per una lettura più approfondita: Tich Nath Hanh “Spegni il fuoco della rabbia”

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