Centro Mindfulness Firenze
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Mindfulness e disturbo borderline della personalità

ll disturbo borderline della personalità (BPD) è un grave disturbo di personalità caratterizzato da disregolazione emotiva, comportamentale e cognitiva. I criteri diagnostici correnti per il BPD comprendono:

  1. disturbo borderline della personalità e la mindfulness come terapia    difficoltà nelle relazioni interpersonali,
  2.     instabilità affettiva,
  3.     frequenti sentimenti di rabbia,
  4.     comportamenti impulsivi distruttivi,
  5.     disperati tentativi di evitare l’abbandono (reale o immaginario)
  6.     problemi nell’identità di sé,
  7.     sentimenti cronici di vuoto o noia
  8.     sintomi transitori dissociativi e/o ideazione paranoide
  9.     comportamenti suicidari

(American Psychiatric Association, 2000).

Per fare diagnosi di disturbo borderline della personalità, almeno 5 fra questi nove criteri devono essere presenti a partire dalla prima età adulta e devono durare per svariati anni.

Di tutti i disturbi psichiatrici, il disturbo di personalità borderline rappresenta uno dei più difficili da gestire e trattare.

La mindfulness e il disturbo borderline della personalità

Perché la mindfulness si è dimostrata di grande aiuto nel trattamento del disturbo borderline della personalità?

Innanzitutto non è una novità, in quanto Marsha Linhean, psicologa americana cognitivo – comportamentale, ha inventato ormai 10 anni fa, una nuova terapia, la DBT (Dialectical Behavioural Therapy, Terapia Dialettico-Comportamentale) che prevede, nella sua struttura, una parte interamente dedicata alla Mindfulness.

Le tecniche di Mindfulness si sono dimostrate estremamente utili in tutti quei soggetti che presentano disregolazione emotiva e quindi tendenza a scoppi di rabbia e impulsività.

In particolare, sembra che il costante allenamento a portare intenzionalmente l’attenzione alle esperienze interne, fisiche o psichiche, che di volta in volta si presentano alla nostra consapevolezza, permetta di diventare, col tempo, sempre più distaccati dai propri contenuti mentali. Viene favorita quindi una maggior riflessività e una migliore regolazione degli stati emotivi, anche quelli più intensi a scapito della impulsività.

Inoltre, poiché lo sforzo consiste nel rimanere svegli e consapevoli  dell’esperienza del momento presente, qualsiasi essa sia, ciò favorisce lo sviluppo di accettazione con uno spirito di gentilezza e dedizione amorevole verso se stessi, la riduzione del criticismo e dell’invalidazione emotiva che questi pazienti operano continuamente su di sé, togliendo valore ai propri segnali emotivi e cercando risposte all’esterno, chiedendo conferme ad altri.

Infine, la pratica permette anche di combattere tutti quei sintomi dissociativi (amnesie, automatismi e perdita di controllo) che sono presenti nel disturbo borderline della personalità. La mente infatti riesce a sviluppare nel tempo un sempre maggior radicamento nel momento presente, evitando quindi di perdersi dietro produzioni mentali angoscianti o fantasie ad occhi aperti, o, almeno, di esserne consapevoli quando ciò accade.

Perciò la mindfulness, con le terapia di gruppo MBCT e MBSR, viene in aiuto a terapeuti in difficoltà nel trattamento di questi pazienti e ai soggetti stessi che presentino la diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità.

 

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