Perché la mindfulness aiuta a vivere meglio



Dietro queste parole invitanti come uno specchietto per le allodole c’è una profonda verità. In cui credo molto. Ed è per questo che mi ritrovo a parlarne spesso, perché forse anche qualcun altro, come me, può trovare dalla mindfulness quel beneficio che io in prima persona ho sperimentato.

La mindfulness non è una tecnica di rilassamento. Se vogliamo fare un paragone, le tecniche di rilassamento (training autogeno per esempio) sono come se ad un uomo affamato, che vive sul mare, dessimo tanti pesci da mangiare; ma prima o poi i pesci finiranno, e l’uomo sarà di nuovo affamato. Le tecniche di rilassamento sono tecniche pronte all’uso, che funzionano solo nell’immediato ma non ti insegnano a continuare da solo, a sopravvivere nelle difficoltà della vita. Forse invece, la cosa più utile da fare è insegnare, al nostro uomo sul mare, a pescare. Egli, così, potrà affrontare periodi di abbondanza o carestia, non importa, non morirà mai di fame, perché, al bisogno, saprà pescare in mare.

Questa è la mindfulness:

ci insegna a pescare.

E ad affrontare la vita e tutti i suoi imprevisti con una risorsa in più.

Il fatto è che lo scopo dell’uomo è raggiungere la felicità: penso che questo sia condiviso da tutti; tutto quello che facciamo e che non facciamo, tutte le nostre scelte hanno implicitamente lo scopo di essere felici.

C’è però un trabocchetto che non è tanto visibile in condizioni normali.

Il trabocchetto è che noi pensiamo che la felicità si possa raggiungere con cose concrete, con obiettivi e non nel semplice “essere”.

Mi spiego meglio. Avete presente quando diciamo: “quando sarò laureato allora…”, “quando sarò fidanzato o sposato, finalmente avrò raggiunto la felicità”, “solo con quella macchina posso stare davvero bene, o con quel vestito ecc” “solo quando guadagnerò di più mi sentirò realizzato davvero!”, potrei continuare, lo sapete bene. Perché noi tutti viviamo così: dalla nascita alla morte ci mettiamo le nostre scarpe da corsa e cominciamo a correre, correre, correre.

Non ci fermiamo mai!

Questa corsa continua è la modalità “del fare”. E questa modalità si contrappone alla modalità “dell’essere”.

Solo quando viviamo davvero possiamo raggiungere la vera felicità.

Con la mindfulness possiamo imparare a vivere davvero, momento dopo momento, la nostra vita, raggiungendo la felicità vera.

Impariamo, con la pratica giornaliera di mindfulness, a prendere consapevolezza del momento presente, a uscire dal pilota automatico, quello che per lo più usiamo e che ci trascina in vortici mentali di cui a mala pena ci rendiamo conto, vortici che ci fanno arrabbiare, intristire, sentire umiliati ecc.

Il mio consiglio è: fermatevi!

Perché tutto quello di cui avete davvero bisogno, è già qui, è già ora.

Marina Ciampelli

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