Linguaggio comune e linguaggio della psiche

linguaggio1

Esistono alcuni termini, presi in prestito dalla psicologia, che, nel loro uso comune, assumono significati diversi da quelli originali. Quando per esempio parliamo di fobie, di manie e di ossessioni, a che cosa ci riferiamo esattamente? In psicopatologia si definisce una fobia come come una paura irrazionale e persistente di oggetti o situazioni specifiche (ad esempio, vedere il sangue, volare, altezze, animali, iniezioni). La fobia si associa a sintomi ansiosi che talvolta possono assumere l’intensità di un attacco di panico. Conseguentemente, l’individuo evita le situazioni che lo potrebbero far trovare a contatto con lo stimolo fobico, sviluppando risposte ansiose di tipo anticipatorio che interferiscono notevolmente con la sua vita lavorativa e sociale. Nel linguaggio comune spesso il termine “fobia” (utilizzato comunemente al di là delle sue connotazioni patologiche) viene confuso con quello di “mania”. In psicologia, la mania è un particolare stato dell’ umore che presenta caratteristiche di euforia persistente, espansività e iperattività. Durante gli episodi maniacali, l’individuo presenta un diminuito bisogno di riposare (anche tre ore a notte possono essere sufficienti), un eccessivo senso di autostima, logorrea, distraibilità ed eccessi di ogni tipo (promiscuità sessuale, compulsività nello shopping). Nel linguaggio comune per “maniaco” si intende prevalentemente un soggetto con tendenze sessuali ostentative, che trae eccitazione nello shockare gli altri mostrando in pubblico le sue parti intime: in psicopatologia un individuo con tali caratteristiche è definito un “esibizionista”. E ancora, nel linguaggio di ogni giorno l’ossessione è un’idea fissa, invasiva, che riesce a monopolizzare l’ attenzione anche contro la nostra volontà, causando ansia e disagio In psicologia il termine mantiene approssimativamente lo stesso significato. Le ossessioni più comuni sono paure di contaminazione (per esempio, contrarre malattie stringendo la mano a qualcuno), dubbi patologici (per es. chiedersi continuamente se si è chiuso il gas) e bisogno di ordine. Il soggetto affetto da disturbo ossessivo-compulsivo cerca di sopprimere la idee fisse, causa di forte disagio, mettendo in atto comportamenti ripetitivi e ritualizzati: le compulsioni

Dott.ssa Margherita Lazzerini

I commenti sono chiusi.