COME SCEGLIAMO IL NOSTRO PARTNER? Gli stili di attaccamento quale bussola del nostro cuore!

coppia

Frequentemente ci interroghiamo sulla presenza di elementi specifici, di natura psicologica, in grado di influenzare la scelta di un partner all’interno di una relazione di coppia, domandandoci se ci siano delle affinità che operano da collante per il mantenimento e la stabilità di un legame sentimentale.

Secondo le teorie evoluzionistiche, i meccanismi che regolano la scelta di un partner e la formazione della coppia sono funzionali alla trasmissione dei geni più adattivi e alla sopravvivenza della specie. Ci sono, inoltre, delle significative differenze di genere, dove la durata della relazione è un parametro distintivo. Nelle relazioni di breve durata i criteri di selezione sono differenti tra i generi, infatti gli uomini tendono a scegliere partner giovani e sane, quindi potenzialmente fertili, mentre le donne tendono a scegliere partner con un buono stato socio-economico e con un buon patrimonio genetico; nelle relazioni di lunga durata, al contrario, i criteri di selezione coincidono tra i sessi vertendo sulla bontà, comprensione ed intelligenza, oltre che per analogia dello status socio economico e per attrattività fisica. Gli adulti, come i bambini, sceglierebbero, soprattutto in particolari contesti di sofferenza, partner premurosi, sensibili, responsivi e familiari, al fine di alleviare il proprio malessere. In quest’ottica i partner sessuali vengono valutati come potenziali figure di attaccamento, buoni compagni e buoni genitori. Si è visto, infatti, come i criteri di selezione del partner rappresentano un elemento di continuità tra attaccamento infantile e di coppia.

Un buon legame di attaccamento esercita un accudimento congiunto sui figli, in modo che essi possano sopravvivere fino all’età adulta per poi riprodursi a loro volta. Numerosi studi illustrano come stili di attaccamento diversi possano influenzare il benessere o l’insoddisfazione nella vita di coppia e le dinamiche relazionali. Proprio grazie alla teoria dell’attaccamento, possiamo spiegare come ogni individuo, raggiunta l’età adulta, organizzi la propria vita affettiva in funzione dei passati legami con le figure di riferimento, mettendo in luce il ruolo che le primissime relazioni hanno nel predire la soddisfazione in una relazione di coppia. Tale teoria presuppone che gli esseri umani abbiamo una predisposizione innata a formare legami di attaccamento con persone significative; tali legami hanno la funzione di proteggere l’individuo in momenti di difficoltà e si instaurano dalla fine del primo anno di vita persistendo fino alla morte (“Dalla culla alla tomba”).

Non tutte le relazioni umane, anche quando sono significative, sono relazioni di attaccamento. Perché si parli di attaccamento devono essere presenti tre condizioni di base

  • Il mantenimento del contatto,
  • il bisogno di sentirsi rassicurati e confortati dal partner,
  • l’ansia da separazione generata dall’assenza del partner,

 

  • la base sicura ossia la percezione di disponibilità del partner in caso di necessità.

 Mentre alcune caratteristiche risultano comuni nelle relazioni tra pari e nella diade madre bambino, altre sono caratterizzate da differenze: l’attaccamento adulto è caratterizzato dalla reciprocità, cioè ognuno dei partner è base sicura e rifugio per l’altro e ricorre all’altro; nella relazione madre bambino, al contrario, solo la madre svolge tali funzioni. Infatti nell’età adulta, si passa dal legame di attaccamento con le figure genitoriali al legame di attaccamento reciproco, tra pari, tipico della relazione di coppia. Inoltre, mentre i genitori soddisfano i bisogni fisici ed emotivi del bambino, i partner adempiono soprattutto al bisogno di conforto e sicurezza dell’altro. In entrambi i casi si avverte la necessità di alcuni comportamenti fondamentali per stabilire un legame d’intimità, ovvero: il contatto fisico, il guardarsi negli occhi e l’abbracciarsi teneramente. Tuttavia mentre nella coppia lo stimolo necessario per stabilire il legame è l’attrazione sessuale, nella diade madre bambino il contatto è ricercato al fine di alleviare l’angoscia. Le reazioni alla separazione e alla perdita sono le stesse e consistono nella sequenza “protesta, disperazione, distacco/disorganizzazione”.

 Non è sempre chiaro quando avvenga esattamente il passaggio dall’attaccamento genitoriale a quello tra pari. Nell’adolescenza l’attaccamento attraversa un periodo di transizione, l’adolescente, infatti, si allontana intenzionalmente dalle figure genitoriali per privilegiare nuove relazioni, amicali e sentimentali, con i propri coetanei.

 Possiamo quindi intuire come, a diversi stili di attaccamento, corrispondono diverse strategie di accoppiamento, che riguardano il modo in cui si scelgono i partner, a lungo o a breve termine.

ATTACCAMENTO SICURO à = L’AMORE SICURO: un bambino con un attaccamento sicuro si fida e si affida alla propria figura di attaccamento, in condizioni normali o di pericolo, sentendosi così libero di poter scegliere di esplorare il mondo. Tale stile è determinato dalla presenza di una figura sensibile ai segnali del bambino, disponibile e pronta a concedergli protezione al momento della richiesta. I bambini con un attaccamento sicuro risultano più sereni nell’esplorare il mondo, in grado di sopportare distacchi prolungati, senza percepire nessun timore di abbandono; ancora risultano maggiormente fiduciosi nelle proprie capacità e in quelle degli altri. Un adulto con un attaccamento sicuro tenderà quindi ad instaurare storie d’amore stabili e durature. Si orienterà verso persone abitualmente sicure, in grado di esprimere con chiarezza i propri sentimenti e con cui poter condividere in modo comunicativo i diversi stati d’animo vissuti. In questo modo sarà confermata la propria percezione di persona degna di essere amata e accudita nei momenti di bisogno. Il rapporto di fiducia con la propria figura d’attaccamento gli consentirà di creare legami d’amore basati sulla stima reciproca, avvalendosi del proprio partner come base sicura da cui dipendere, ma allo stesso tempo libero di esplorare l’ambiente circostante. La persona sicura presenta un elevato livello di consapevolezza riguardo la relazione e i momenti fisiologici di crisi, che la coppia potrebbe incontrare nella vita, impegnandosi di volta in volta a considerare i metodi più adatti al superamento delle difficoltà.

ATTACCAMENTO ANSIOSO AMBIVALENTE à = AMORE OSSESSIVO: Un bambino con tale stile di attaccamento cresce nell’incertezza che la propria figura di riferimento sia disponibile a rispondere ad una richiesta d’aiuto. Per questo motivo l’esplorazione del mondo è esitante, ansiosa ed associata ad una sensazione di angoscia al momento della separazione. Questo stile è promosso da una figura d’attaccamento che è disponibile in maniera discontinua con frequenti separazioni, se non addirittura da minacce di abbandono, usate come mezzo coercitivo. I bambini con questo stile di attaccamento risultano maggiormente insicuri nell’esplorazione del mondo, convinti di non essere amabili ed incapaci di sopportare distacchi prolungati; inoltre manifestano ansia di abbandono, sfiducia nelle proprie capacità e fiducia nelle capacità degli altri. Crescendo diventano persone trascinate dal vortice della passione, con l’idea di trovare la persona giusta all’interno di ogni relazione vissuta, con frequenti idealizzazioni, talvolta anche smisurate. L’adulto solo in un secondo momento si renderà conto di aver commesso un errore di valutazione nella scelta, aspetto in grado di generare in lui una profonda sofferenza. Il bambino che sperimenta una relazione con una madre imprevedibile, svilupperà modelli di sé come di una persona da amare in maniera discontinua e ad intermittenza. Ne consegue che, all’interno di una relazione d’amore adulto, quando a prevalere saranno i modelli positivi del sé, come persona amabile, penserà di essere amato profondamente e rispettato dal partner. Quando prevarranno i modelli negativi del sé, come persona vulnerabile e non degna di amore, allora sarà trascinato facilmente nel vortice della gelosia più drammatica, originando una relazione ossessiva/possessiva e autoritaria. L’obiettivo principale del soggetto insicuro-ambivalente è vivere esclusivamente la fase dell’innamoramento. La sua ansia da separazione è sempre molto forte ed il suo amore è sempre ossessivo, mentre il suo odio può essere travolgente. La possibilità di esplorare il mondo, di essere felice di amare in una dimensione di sicurezza consolidata sono per lui dimensioni sconosciute. L’amore viene riconosciuto solo se travolgente, illusorio e drammatico.

ATTACCAMENTO EVITANTE DISTANZIANTE à = AMORE FREDDO E DISTACCATO: Un bambino evitante cresce nella convinzione che alla richiesta d’aiuto, non solo non incontrerà la disponibilità della figura di attaccamento, ma addirittura verrà rifiutato. Così facendo costruisce le proprie esperienze affidandosi esclusivamente su se stesso, senza ricorrere al sostegno degli altri, mosso costantemente dalla ricerca di una autosufficienza che investe anche il piano emotivo. I bambini con attaccamento evitante risultano più insicuri nell’esplorazione del mondo, convinti di non essere amati e percepiscono il distacco come un evento prevedibile. La convinzione nel rifiuto li porta ad evitare le relazioni manifestando un’apparente fiducia in se stessi (falsa autonomia) e nessuna richiesta di aiuto. L’adulto che ha sviluppato questo stile di attaccamento sarà spaventato e restio nel farsi coinvolgere emotivamente nelle relazioni interpersonali e la vita sarà improntata sul desiderio di conquista di autonomia e autosufficienza personale che escludono il ricorso agli altri, considerati individui non affidabili e su cui non poter contare. Questa posizione difensiva verso la vita e l’amore è una misura di prevenzione contro il rischio di ulteriori delusioni, dovute ad esperienze di continui rifiuti. Per non correre il rischio di essere rifiutati, sopprimono la loro emozionalità e la loro capacità di amare e di lasciarsi amare risulta costantemente frenata e bloccata dalla paura di non trovare la disponibilità dell’altro alle richieste di aiuto e conforto.

ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO à = AMORE PATOLOGICO: Il bambino disorganizzato risulta disorientato in seguito alla separazione con la figura d’attaccamento, manifestando ansia, pianto incontenibile e comportamenti incongrui alla situazione. Il bambino si trova nella situazione paradossale di dover chiedere protezione proprio a chi lo spaventa e di doversi allontanare dalla fonte minacciosa, che al contempo rappresenta la sua fonte di rassicurazione. Questa condizione non consente al bambino di sviluppare una rappresentazione coerente di Sé e questo comporta una difficoltà nella regolazione delle relazioni. Sono storie di attaccamento che ricordano momenti di violenza, abusi, trascuratezza e maltrattamenti da parte di chi dovrebbe, al contrario, accudire, curare ed amare. Nell’età adulta l’effetto di queste esperienze drammatiche si manifesta attraverso una distorsione nell’interpretazione degli eventi reali della vita, anneriti da una visione catastrofica. In amore dimostrano un’incapacità nello scegliere partner affidabili e si fanno coinvolgere in relazioni spesso distruttive con persone violente e aggressive. Tendono ad avviare e mantenere relazioni ispirate su modalità comunicative fredde e seduttive.

Lo stile di attaccamento può subire delle modifiche, attraverso delle relazioni correttive con delle figure di riferimento che la persona incontra nel corso della sua vita. Acquisendo consapevolezza l’individuo sarà in grado di identificare e in un secondo momento, modificare, i criteri di selezione del partner. Un percorso terapeutico, infatti, può aiutare la persona a sviluppare strategie in grado di fronteggiare le crisi e individuare le risposte più adattive ai comportamenti del partner.

Luciana Rotundo

Psicologa Clinica

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

Terapeuta EMDR II livello

Mediatrice Familiare (Master riconosciuto dall’AIMECO e dall’AIMEF);

 

 

 

 

 

I commenti sono chiusi.