La fertilità: un dono, ma anche una risorsa da accrescere

meditazione fertilità

 

Dal 2016 il 7 maggio sarà il giorno della fertilità, un’occasione per aumentare la sensibilità pubblica a un problema purtroppo oggi molto frequente.

C’è un vuoto nell’assistenza alle persone che si ritrovano a dover fronteggiare le difficoltà legate a un mancato concepimento o al non riuscire a portare a termine una gravidanza.

Non tutti i medici di famiglia, ma anche non tutti i ginecologi, gli psicologi, sono preparati a sostenere la persona per indirizzarla verso il percorso di aiuto ottimale.

Spesso questo è dovuto al fatto che le cause di ridotta fertilità sono molteplici: un’età non più giovanissima, la presenza di alcune patologie concomitanti (ormonali e non), lo stress.

Tutti sappiamo quanto lo stress influisca sul nostro corpo, e sul nostro benessere, attraverso gli “ormoni dello stress” (adrenalina, noradrenalina, cortisolo).

La medicina moderna si avvale di tecniche sempre più efficaci per la PMA (Procreazione medicalmente assistita) ma, quello in cui è ancora veramente deficitaria (almeno in Italia), è l’offerta di un percorso che preceda e sostenga quello di PMA: un percorso che prenda in considerazione lo stress come una delle cause più importanti di ridotta fertilità; un percorso  di riscoperta del proprio corpo, e del sistema corpo-mente, un sistema che nella medicina occidentale è stato erroneamente diviso, portando la persona a sottoporsi alle cure (di qualsiasi natura) in modo passivo, senza partecipare alla presa in carico del proprio benessere.

Il corpo è un tutt’uno con la mente.

Partendo dal presupposto che possiamo essere fautori del nostro benessere, consideriamo la fertilità come un aspetto della nostra vita di cui possiamo prenderci la responsabilità, a partire dall’’ascolto di noi stessi e del nostro corpo.

Portiamo avanti il Programma Mindfulness-based per la fertilità (MBPF), utilizzando la mindfulness (la consapevolezza del momento presente) per riappropriarci della nostra vita, della nostra salute, di noi stessi.

La ricerca scientifica dimostra l’efficacia di questi programmi per implementare la fertilità.

Ma se anche dopo un programma MBPF o i percorsi di PMA ci di dovesse confrontare con il dolore di un mancato concepimento (o dell’impossibilità di portare a termine una gravidanza), la mindfulness aiuta a sostenere e modulare le emozioni negative che ne derivano (rabbia, perdita, tristezza), spesso associate a tutta una mole di pensieri autocritici che bloccano la persona in uno stato di malessere e insoddisfazione.

 

Domani 7 Maggio è la giornata per la FERTILITA’.

Per info sui Programmi MBPF (mindfulness-base Program for Fertility): mindfulnessfirenze@gmail.com

 

Marina Ciampelli

Psichiatra, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

Insegnante di Mindfulness

I commenti sono chiusi.