Sentimento sano, ossessione o delirio. Le varie forme della Gelosia

Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri”. Roland Barthes, Fragments d’un discours amoreux, 1977.

Quando l’amore, la gelosia e il possesso si trasformano in patologia, ossessione e delirio? Il confine tra amore e ossessione è davvero così marcato?

E’ uscita in questi giorni una serie che ha riscosso un grande successo in America, “You”, la storia di un libraio e del suo amore che si trasforma in ossessione per una aspirante scrittrice. La passione del protagonista e la sua smania di avere la ragazza arriva a fargli mettere in atto comportamenti di controllo, pedinamenti, stalking, fino a veri e propri agiti violenti e patologici.

Iniziamo col dire che la gelosia è un sentimento sano e naturale, che ci informa sul grado di “salute” di una coppia. Rappresenta infatti il timore di perdita dell’oggetto amato ed induce chi la prova a mettere in atto comportamenti finalizzati a proteggere la relazione. Inoltre, la gelosia, purchè nei giusti limiti,  crea nel partner la consapevolezza di essere amato, voluto e desiderato come oggetto degno di valore e amore. Le teorie evoluzioniste vedono nella gelosia una strategia adattiva per il mantenimento della specie: la rivalità tra pretendenti farà vincere il più forte che potrà assicurare la sopravvivenza della specie con le caratteristiche adattive migliori.

David Buss, psicologo evoluzionista, ha rintracciato forme di gelosia differenti nell’uomo e nella donna, dettate da bisogni evoluzionistici. Le donne sarebbero maggiormente gelose di un tradimento “amoroso”, in cui l’investimento del proprio uomo è di tipo affettivo e sentimentale, oltre che sessuale. D’altronde, la donna ha il bisogno biologico di assicurare protezione alla propria prole, tramite la vicinanza di un partner stabile e presente. Un tradimento sentimentale minaccerebbe la relazione molto più di una avventura occasionale. L’uomo invece temerebbe maggiormente un tradimento sessuale, in quanto, sempre secondo un’ottica evoluzionista, correrebbe il rischio di spendere tempo ed energie nell’occuparsi di un figlio biologicamente non suo.

Ma il confine tra gelosia sana ed ossessione può essere labile.

La gelosia sana non possiede le caratteristiche, che sono invece proprie della gelosia patologica: l’intrusività dei pensieri relativi alla presunta infedeltà del partner, il controllo ossessivo dei comportamenti dell’altro, dei suoi social network o del cellulare, l’intolleranza del dubbio e quindi il bisogno di sapere subito se i propri timori siano fondati o meno tramite indagini e ricerche, l’esagerazione del sospetto rispetto allo stimolo che l’ha causato (credere che il partner sia con un’altra persona per non aver risposto al telefono o per un ritardo), l’incapacità di distinguere il pensiero dalla realtà (credere che il solo fatto di averla pensata, renda vera quell’immagine).

Queste caratteristiche farebbero assomigliare, a livello diagnostico, la gelosia patologica ad una forma di Disturbo Ossessivo Compulsivo, in cui le ossessioni sarebbero rappresentate dalle immagini mentali disturbanti (il partner con un’altra persona) e le compulsioni tutti quei comportamenti messi in atto per neutralizzare l’ansia data dalle ossessioni (controllare, interrogare, chiedere continue conferme e rassicurazioni). In realtà, le rassicurazioni sono, esattamente come nel DOC, inefficaci, perché, se all’inizio abbassano la soglia ansiosa, dopo poco il loro effetto svanisce e c’è bisogno di una rassicurazione sempre maggiore (come se si trattasse di un fenomeno di tolleranza, in cui bisogna aumentare le dosi per ottenere lo stesso risultato).

Se consideriamo la gelosia patologica come un disturbo ossessivo, ci aspettiamo che la persona che la prova si renda conto che i suoi dubbi e le sue reazioni siano eccessive, ma non riesca a farne a meno. Ciò provoca nel soggetto sentimenti di impotenza, rabbia, tristezza. Questo non accade nella gelosia quando assume la forma della paranoia o del delirio, condizioni in cui i soggetti non riconoscono le proprie paure come eccessive o irragionevoli, ma sono convinti nel profondo della appropriatezza e nella veridicità dei loro pensieri e sospetti.

Quando la gelosia patologica condivide alcune caratteristiche con la paranoia, i sospetti nascono dalla percezione dell’altro come fondamentalmente minaccioso, pericoloso, capace di farci del male.

In un terzo caso, la gelosia potrebbe essere delirante, quando i dubbi non sono suscettibili di razionalizzazione e l’insano convincimento è inflessibile alla critica, non cede di fronte ad interpretazioni alternative o suggerimenti di altri punti di vista.

Sia che si tratti di ossessione, paranoia o di delirio, la gelosia patologica altera e compromette gli equilibri della coppia e mina alle fondamenta lo scopo per cui tale sentimento, nella sua forma sana,  dovrebbe esistere: il mantenimento dell’amore e la durata della relazione.

 

La gelosia nasce sempre con l’amore, ma non sempre muore con lui”.
Francois de La Rochefoucauld

 

Dott.ssa Margherita Lazzerini

Psicologa psicoterapeuta

Terapeuta EMDR

 

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