Stress e infertilità: Migliorare la fertilità e fronteggiare lo stress con la mindfulness

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Stress e infertilità

Migliorare la fertilità e fronteggiare lo stress con la mindfulness

A oggi, una mole di ricerche scientifiche dimostra che lo stress può essere una causa importante di infertilità. Come?

Lo stress agisce sull’ipotalamo, area del sistema nervoso centrale che coordina le reazioni corporee ai vari stati emotivi, attraverso un’azione di acceleratore (con il sistema nervoso simpatico) o di freno (con il sistema nervoso parasimpatico). Quando siamo sottoposti a richieste dall’ambiente esterno o interno, il corpo reagisce con la produzione e secrezione di alcuni ormoni, detti, appunto, ormoni dello stress: adrenalina, noradrenalina e cortisolo.

Gli effetti di questi ormoni sono fondamentali nelle reazioni cosiddette di attacco o fuga (fight or fly), reazioni indispensabili alla sopravvivenza fin dai tempi della preistoria, perché ci permettono di fronteggiare l’aggressione di un predatore, lottando o fuggendo. Questa reazione è così naturale che negli anni ’50 del secolo scorso il fisiologo austriaco Hans Selye la definì “reazione generale di adattamento” (general adptation syndrome), perché si verifica in tutte le specie animali, compreso l’uomo. L’effetto è per tutti analogo: adrenalina e noradrenalina dirottano il sangue alla periferia, da organi come il sistema digerente (nel momento della sopravvivenza non è molto importante aver digerito bene il pranzo!) ai muscoli, che si tendono, al cuore, che comincia a pompare con più vigore e rapidità; il respiro si fa breve e superficiale; la pressione sanguigna aumenta. L’insieme di queste modificazioni corporee fa sì che il nostro organismo sia più pronto a competere per la sopravvivenza.

La differenza fra uomo e animale è però fondamentale: l’animale, dopo che si è messo in salvo dal predatore, si riposa e ritorna a un livello di base delle condizioni fisiologiche; l’uomo, no. Perché, oltre ad avere moltissimi “predatori” nella vita di tutti i giorni (il traffico, il lavoro, le relazioni, la gestione della famiglia, gli obiettivi e i progetti, le scadenze ecc.), l’uomo rimugina su quanto è già accaduto e su quello che potrebbe ancora succedere. Così facendo il suo sistema non torna mai, o quasi, a un livello di base, di quiete e rilassatezza. Il risultato è che il sistema di attacco/fuga è cronicamente iperattivato; e visti gli effetti sopra descritti di adrenalina e noradrenalina sui vari organi e apparati, il risultato può essere la comparsa di disturbi cardiaci (tachicardie, aritmie), circolatori (ipertensione arteriosa, ictus), disturbi gastrointestinali (gastrite cronica, colon irritabile), dermatologici (psoriasi) ed emotivi (ansia, per la percezione di costante pericolo, depressione, per la percezione di aver già fallito).

E sulla fertilità in particolare, come agisce lo stress? Innanzitutto, adrenalina, noradrenalina e cortisolo alterano l’assetto degli ormoni sessuali (LH, FSH, estrogeni, progesterone, prolattina) e altri ormoni (gli ormoni tiroidei) che hanno un ruolo importante nella fertilità sia perché riducono la qualità degli ovociti, ritardandone il rilascio dal follicolo, prevenendo l’impianto dell’ovocita fecondato; sia perché alterano il sistema immunitario, il cui ruolo è anch’esso strategico nel concepimento e nel portare avanti una gravidanza; il neurobiologo americano Robert Sapolsky, che ha studiato l’effetto dello stress sull’organismo, afferma: «se non vuoi ovulare, la prolattina è l’ormone che devi avere ad alti livelli nel sangue». Tra l’altro, questo è uno dei meccanismi che sembra implicato nell’infertilità delle atlete.

La vasocostrizione determinata dagli ormoni dello stress determina inoltre uno scarso afflusso di sangue alle tube uterine, rallentando il passaggio dell’ovocita fecondato verso l’utero, così da arrivare troppo tardi per impiantarsi correttamente nell’endometrio (la mucosa dell’utero).

Nel maschio poi, lo stress altera l’assetto ormonale diminuendo la qualità e la quantità degli spermatozoi. Alcuni studi mostrano che un uomo che vive l’infertilità da 1-2 anni ha un rischio 8 volte maggiore di sviluppare in questo periodo una riduzione della conta degli spermatozoi.

Un percorso lungo e stressante: l’aiuto della mindfulness

Come si può intuire, quando una donna decide di avere un figlio, e le cose non filano subito lisce, può intraprendere un percorso che può essere molto lungo e stressante.

A partire dalle indagini diagnostiche per capire qual è il problema, e continuando per i vari percorsi terapeutici, il cammino è pieno di incertezza, confusione, ansie, dubbi.

È molto importante cercare di mantenere una certa centratura e stabilità durante questo percorso, anche soltanto per capire qual è la scelta migliore da fare a ogni bivio: fare una stimolazione ormonale o provare solo a temporizzare i rapporti con l’ovulazione? Fare un’inseminazione intrauterina prima o passare subito alla FIVET? Quanti embrioni farsi inserire?

e se il primo ciclo va male, quanti cicli mettere in conto prima di fermarsi, almeno per una pausa rigenerante mentalmente e fisicamente, prima di riprendere un nuovo ciclo?

In tutto questo va considerato anche quanto le stimolazioni ormonali possono essere “pesanti” per la donna, così come le procedure di aspirazione degli ovociti (anche se fatte in analgesia!); quanto sia lo stress ogni volta nell’affrontare l’esito del numero di ovociti raccolti, poi il numero di embrioni che sono riusciti a formarsi, infine dopo 2 settimane, aspettare l’ ultimo verdetto: avrà attecchito?

Il rischio è che il carico emotivo e fisico sia davvero troppo, spesso neppure ben supportato dall’esterno, amici e parenti che non hanno mai avuto problemi di fertilità conoscono queste tecniche per nome, ma non hanno idea dello stress che possono determinare.

Questo può provocare isolamento sociale ed esaurimento delle risorse emotive e fisiche. Senza parlare dei problemi che ci possono essere per le assenze dal lavoro e del carico economico che spesso queste procedure comportano (molte infatti vengono condotte in cliniche private).

La coppia può soffrirne enormemente e la stessa relazione può essere messa a dura prova. È quindi molto importante avere delle risorse a cui poter attingere in caso di difficoltà (e ci sono sempre!), per mantenere una centratura nella propria vita, per mantenere un certo grado di benessere e per non essere risucchiati da questo vortice di scelte, percorsi da intraprendere, programmazioni e paura dei fallimenti. Per cercare di mantenere il controllo della propria vita senza sentirsi totalmente in balia degli eventi.

E’ importante avere uno zaino con degli strumenti, ognuno con uno scopo, in modo da non essere presi alla sprovvista quando ci sentiamo in alto mare.

Questo zaino lo possiamo allestire con il Programma Mindfulness per la Fertilità (MBPF, Mindfulness-based Program for Fertility) che ci aiuti a centrarci sul corpo e i suoi bisogni e sulla nostra mente, spesso troppo trascinata da pensieri ed emozioni negative e ipercoinvolgenti.

Questo ci aiuta, oltre che a mantenere un certo grado di controllo sulla nostra vita, anche a recuperare un buon livello di rilassamento quando la nostra risposta allo stress è costantemente attivata da questi stimoli, esterni o interni. E sappiamo quanto questo può essere importante, o addirittura decisivo, in quei casi in cui è stata diagnosticata un’infertilità idiopatica.

Questa può essere una condizione addirittura peggiore rispetto a quelle in cui vi è una causa ben riconosciuta: in questi casi, infatti, sentiamo di avere un percorso ben delineato da seguire, e la motivazione a intraprenderlo e proseguirlo anche in caso di alcuni fallimenti, può essere tanta. Invece, in quelle situazioni in cui non c’è una causa nota a determinare l’infertilità, la donna può sentirsi una barchetta in mezzo al mare, senza un’ancora a cui appigliarsi, senza un motivo che spieghi il suo “non essere capace” e tutto questo può risultare ancora più frustrante e deprimente.

In questi casi è molto facile entrare in un circolo vizioso di causa-effetto (è lo stress a determinare l’infertilità o è l’infertilità a determinare lo stress?), perciò avere degli strumenti che ci consentono di recuperare un certo grado di controllo e di rilassamento nella nostra vita può davvero aumentare la probabilità di riuscire a concepire. Come abbiamo visto, molti studi dimostrano che le cose stanno proprio così: quando la donna e l’uomo sono meno stressati, concepiscono meglio, con maggior facilità.

 

 

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