Depressione

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La Depressione – Disturbo depressivo maggiore

 

Un anonimo egizio, quattromila anni fa, scrive così le sue riflessioni sotto forma di dialogo della sua anima (papiro Berlino 3024):

 “La mia anima si affanna a cercare di persuadere un infelice a restare in vita e a impedirmi di raggiungere la morte prima del dovuto. Mostrami piuttosto quanto è bello il tramonto! È forse così terribile? La vita ha una durata limitata: persino gli alberi finiscono per cadere. Potrebbero sparire i mali, ma non la mia infelicità. Colui che miete uomini mi porterà via comunque, senza riguardo, magari insieme a un criminale qualunque, dicendo: Ti porto via, poiché il tuo destino è di morire, anche se il tuo nome continuerà a vivere…”

 

La caratteristica identificativa della depressione e dei disturbi meno frequenti e noti ad essa correlati è rappresentata dalla presenza di umore triste, vuoto o irritabile, accompagnato da modificazioni a livello corporeo e cognitivo, che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo.

La depressione sembra quindi violare paradossalmente i canoni tradizionali della natura umana: istinto di conservazione, istinto materno, istinto sessuale, principio di piacere. Le normali funzioni biologiche vitali, come mangiare e dormire sono attenuate.

I sintomi interessano gravemente diverse aree del funzionamento del soggetto, compromettendone il benessere:

Area affettiva: tristezza, solitudine, vuoto, noia, perdita di speranza

Area motivazionale: paralisi della volontà o perdita della motivazione spontanea, desiderio di fuga ed evitamento, desiderio suicida, aumento del desiderio di dipendenza

Area cognitiva: concezione negativa di sé, pessimismo e una interpretazione negativa dell’esperienza

Area fisica e neurovegetativa: rallentamento, affaticabilità, perdita di appetito e di libido, turbe del ritmo sonno-veglia

Altro elemento distintivo della depressione nella sua forma classica è l’andamento episodico, spesso ricorrente: il calo del tono dell’umore dura almeno due settimane, spesso molto più a lungo, per poi mostrare un recupero anche stabile e completo tra  un episodio e l’altro.

Il DSM-V descrive così l’episodio depressivo maggiore:

  1. Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane, e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è (1) umore depresso, o (2) perdita d’interesse o di piacere. (Non comprendere sintomi chiaramente attribuibili a un’altra condizione medica)

1) Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, come riportato dall’individuo (per es., si sente triste, vuoto/a, disperato/a) o come osservato da altri (per es., appare lamentoso/a) (N.B. nei bambini e negli adolescenti l’umore può essere irritabile)

2) Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni (come indicato dal resoconto soggettivo o dall’osservazione)

3) Significativa perdita di peso non dovuto a diete, o aumento di peso (per es., un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese), oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi tutti i giorni (nei bambini considerare l’incapacità a raggiungere i normali livelli ponderali)

4) Insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni

5) Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi tutti i giorni (osservabile dagli altri, e non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto/a o rallentato/a)

6) Faticabilità o mancanza di energia quasi tutti i giorni

7) Sentimenti di svalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti) quasi tutti i giorni (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per il fatto di essere ammalato)

8) Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi tutti i giorni (come impressione soggettiva o osservata da altri)

9) Pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio o un piano specifico per commettere suicidio

  1. I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti
  2. L’episodio non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza o un’altra condizione medica

 

Nell’ambito della psicoterapia cognitiva, il trattamento della depressione è diretto a favorire nei pazienti una migliore gestione dei loro pensieri, del loro umore, delle loro reazioni fisiologiche e del loro comportamento, in modo che possano superare i sintomi e orientarsi verso i loro scopi vitali.

L’intervento è orientato ai vari livelli nei quali il disturbo si declina. A livello cognitivo, si applicano tecniche rivolte alla correzione di pensieri pessimistici e distorti in senso negativo, favorendo un test di realtà più oggettivo. Sul piano dell’umore, si applicano tecniche di autocontrollo al fine di contenere le emozioni negative. A livello fisiologico, si insegna l’uso dell’immaginazione, della meditazione, delle tecniche di rilassamento per alleviare i segnali corporei e focalizzare l’attenzione. A livello comportamentale, si utilizza la programmazione delle attività, il training assertivo, per l’attuazione di un comportamento più costruttivo.

Lo scopo delle tecniche è quello di innescare una spirale positiva, in cui i risultati migliori rappresentano un rinforzo positivo per un ulteriore impegno. L’idea di base è quella di aumentare la capacità del paziente di raggiungere i propri scopi autonomamente. Si tratta di un intervento breve, per il quale è comunque indispensabile stabilire un’alleanza con il paziente.

 

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