Ipocondria

 

 

Luca, ingegnere di 40 anni, si presenta ad uno specialista in gastroenterologia con diverse decine di pagine fotocopiate da un’enciclopedia medica che descrivono i sintomi del cancro all’intestino. Dice di non sentirsi ascoltato dal medico di base, il quale afferma che non c’è nulla di che preoccuparsi e che lo porta a cercare altri pareri “non avrà letto bene tutti i sintomi”. Riferisce di essere preoccupato da quando suo padre morì proprio per la stessa malattia. Alle domande rispetto al tipo e all’intensità dei sintomi che lo hanno portato a temere un cancro risponde lamentando dolori vaghi ed un senso di oppressione discontinua in una zona non ben delimitata. Ha già fatto varie ecografie  con esiti negativi ma il sollievo dura poco poi inizia a pensare che si sia trascurato qualcosa e l’ansia si ripresenta forte come prima.

 

Tutti noi abbiamo provato ansia per la propria salute o per quella dei nostri cari in alcune fasi della nostra vita. La comparsa di un dolore mai avvertito prima ci può attivare un campanello d’allarme, una preoccupazione, che ci porta a chiedere rassicurazioni al proprio medico. Sperimentare ansia riguardo alla propria salute è quindi perfettamente normale oltre che un’esperienza comune alla maggior parte delle persone.

Per capire quando siamo di fronte ad un disturbo psicopatologico possiamo far riferimento  al DSM IV-TR che descrive così i criteri diagnostici dell’ipocondria

  • La preoccupazione legata alla paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una malattia grave, basata sull’erronea interpretazione di sintomi somatici da parte del soggetto.
  • La preoccupazione persiste nonostante la valutazione e la rassicurazione medica appropriata
  • La preoccupazione causa disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti.
  • La durata della sintomatologia è di almeno 6 mesi

L’elemento centrale è sicuramente una preoccupazione eccessiva per il proprio stato di salute che perdura nonostante sia stato rassicurato dal medico anche attraverso accurate valutazioni cliniche. Tali preoccupazioni possono essere scatenate da una grande varietà di sintomi che possono riguardare processi fisiologici (per es. il battito cardiaco, la respirazione o la deglutizione); aspetti esteriori del proprio corpo (per es. piccole ferite, macchie nella pelle o perdita capelli); oppure caratteristiche delle secrezioni del corpo (per es. colore feci o urina). In alternativa ci può essere preoccupazione per un organo specifico o per una singola malattia (per es. la paura di avere una malattia cardiaca).

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