Centro Mindfulness Firenze
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Dismorfismo corporeo

disturbo di dismorfismo corporeoGli individui con Disturbo di Dismorfismo Corporeo (in precedenza noto come dismorfofobia) sono preoccupati per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nel loro aspetto fisico, che ritengono essere brutto, non attraente, anormale o deforme. Queste imperfezioni non sono osservabili agli altri o appaiono solo in modo lieve. Tali preoccupazioni possono essere focalizzate su una o più aree corporee e vengono percepite come intrusive, indesiderate occupando la mente del soggetto per molto tempo. In risposta alle preoccupazioni vengono messi in atto eccessivi comportamenti ripetitivi  o azioni mentali.

I criteri diagnostici del disturbo di dismorfismo corporeo

Secondo il DSM-V, che inserisce tale problematica all’interno dei Disturbi Ossessivo-Compulsivi correlati, i criteri diagnostici per il Disturbo di Dismorfismo Corporeo sono:

A) Preoccupazione per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nell’aspetto fisico, che non sono osservabili o appaiono agli altri in modo lieve

B) A un certo punto, durante il decorso del disturbo, l’individuo ha messo in atto comportamenti ripetitivi ( guardarsi allo specchio, curarsi eccessivamente nel proprio aspetto, stuzzicarsi la pelle, ricercare rassicurazioni) o azioni mentali (confrontarsi con gli altri) in risposta a tali preoccupazioni

C) La preoccupazione causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in aree importanti

D) La preoccupazione legata all’aspetto non è meglio giustificata da preoccupazioni relative al grasso o peso corporeo in individui che soddisfano criteri per un Distrubo Alimentare

Viene, inoltre, introdotta una variante del dismorfismo corporeo con il nome di Dismorfismo muscolare, una forma che colpisce tendenzialmente il genere maschile e consiste nella preoccupazione riguardo all’idea che il proprio corpo sia troppo piccolo o insufficientemente snello o muscoloso (in presenza di una corporatura non eccessivamente snella o anche marcatamente muscolosa). In risposta a questo le persone possono fare esercizio fisico eccessivo, assumere sostanze come androgeni-anabilizzanti, arrivando talvolta a causare danni corporei.

L’approccio terapeutico cognitivo-comportamentale sembra essere particolarmente utile per modificare la percezione distorta di sé, ridurre i comportamenti di controllo del difetto e il recupero di una relazione positiva con la propria immagine.

 

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