Centro Mindfulness Firenze
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Agopuntura e fertilità

L’agopuntura è una pratica medica antica che fa uso dell’inserzione di aghi sottili di acciaio e rame in specifici punti del corpo umano al fine di promuovere la salute ed il benessere dell’individuo.

Ciò, nella visione tradizionale cinese, avviene in virtù della correzione di squilibri nell’ambito di vie preferenziali di circolazione energetica conosciute come “meridiani”, nella visione occidentale attraverso la produzione di citochine e neuromediatori (ovvero attraverso la produzione di segnali chimici di comunicazione tra le cellule dell’organismo) con effetto locale e a distanza.

Il suo impiego è sempre più diffuso in occidente (USA, Europa, Italia) e si stima che nel mondo oltre un milione di persone si curi con l’agopuntura con un tasso di soddisfazione molto elevato (fino all’80%). Per altro, negli ultimi 50 anni la società scientifica occidentale ha preso in esame il ruolo della medicina cinese e importanti organi scientifici quali l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), i NIH (National Institutes of Healt) e la FDA (Food and Drug Administration) ne hanno riconosciuto l’efficacia in numerose patologie individuandone i meccanismi d’azione. In particolar modo ne sono stati riconosciuti gli effetti antalgici-analgesici, immunomodulatori, trofici e vasomotori, l’effetto ansiolitico e antidepressivo e gli effetti sulla regolazione neuroumorale.

agopuntura presso centro mindfulness firenze

Il sempre più ampio sostegno scientifico di cui gode questa pratica medica si accompagna ad un altro punto di forza. La medicina cinese è soprattutto una medicina energetica che percepisce l’uomo nella sua globalità e che considera il sintomo e i segni di malattia accusati dal paziente semplicemente come la manifestazione ultima (la CIMA) di un disturbo più profondo e più antico (la RADICE), cioè lo squilibrio energetico dell’individuo. Si tratta di una visione modernissima e complessa, che ne giustifica l’efficacia anche in ambiti di confine per la medicina occidentale.
La fertilità è uno di questi, e forse il più affascinante.

Come l’agopuntura può aiutare nei casi di infertilità

L’infertilità è, infatti, una problematica di grande attualità che, secondo i dati attuali, riguarda 1 coppia ogni 5 coinvolgendo spesso entrambi i partner e risultando fortemente influenzata dagli stili di vita, nonchè da stressor emotivi e ambientali. La complessità del problema e le grandi ricadute in termini fisici ed psichici che comporta richiede un approccio sistemico e multidisciplinare in cui l’agopuntura si integra perfettamente perché non presenta effetti collaterali, non entra in conflitto con eventuali terapie farmocologiche e stimola il rilascio di endorfine, citochine e neurotrasmettori con effetti immunoregolatori, ansiolitici e analgesici.
Secondo la medicina tradizionale cinese, le cause che determinano infertilità sono diverse per l’uomo e per la donna e il trattamento con agopuntura sarà differente e fortemente personalizzato.

  • È possibile considerare l’impiego dell’agopuntura sia nei casi di infertilità sostenuta da una diagnosi accertata (es. endometrosi, policistosi ovarica, fibromiomi uterini), sia in quei casi in cui le cause rimangono misconosciute (“infertilità sine causa”). L’agopuntura, usata in integrazione alle terapie mediche tradizionali, può portare a risultati eccellenti in entrambe le situazioni. Presenta infatti una comprovata azione stimolatrice di numerosi neurotrasmettitori, agisce sulla temperatura dell’utero, sulla rima endometriale, sull’FSH e sull’AMH, agisce con comprovata efficacia sulla regolazione del ciclo ovarico e del ciclo uterino, si presenta come utile terapia di supporto nei casi di endometriosi.
  • L’agopuntura, non perdendo mai di vista l’integrità della persona, fornisce un validissimo supporto anche dal punto di vista psico-emotivo. Non a caso i genitali, secondo la visione cinese, sono simbolicamente ed energeticamente strettamente connessi al cuore; l’utero e il cuore si presentano entrambi come 2 camere del sangue in stretta relazione tra loro e il pericardio è la fonte dell’emotività che precede un sintomo organico.
    Semplificazione di questa stretta relazione è ad esempio dell’amenorrea (mancanza di ciclo mestruale) idiopatica (senza causa apparente) determinata da dispiaceri emotivi, forti stress o problematiche di abuso. Altro meridiano frequentemente coinvolto e trattato nella cura dell’infertilità femminile è quello del rene (organo yin) che nutre il parasimpatico e favorisce l’ovulazione. Esso influenza molto la donna ed è correlato al sentimento di paura.
    In cinese l’utero si chiama “casa del bambino” la donna scontenta del non riuscire a divenire madre va in crisi perché la maternità è un momento fondante. Il timore di non riuscire a raggiungere la gravidanza può dar luogo a squilibri energetici del rene e rendere ancora più difficile il concepimento. La paura blocca i reni e quindi impedisce l’apertura delle porte.
agopuntura per la fertilità
  • L’agopuntura si è dimostrata utilissima a sostegno delle terapie di fecondazione assistita con un dimostrato aumento della probabilità di concepimento di circa il 20-30%. Generalmente viene praticata una seduta subito prima e subito dopo il transfert e/o un ciclo di 10 sedute prepratorio per migliorare la qualità degli ovociti e migliorare lo spessore endometriale.
  • Per quanto riguarda le cause di infertilita maschile (sempre più frequenti) l’agopuntura sembrerebbe in grado di migliorare la motilità degli spermatozoi, aumentare la loro conta e la qualità del liquido seminale ma soprattutto di facilitare una miglior resilienza allo stress che rimane comunque la principale causa nella difficoltà del concepimento. Il meridiano generalmente coinvolto è il fegato: organo yang che risente dell’energia della rabbia, un elemento che carica eccessivamente l’organo, acidifica tutte le sue strutture e i liquidi organici, diventando negativo per l’attività riproduttiva.

Per la medicina cinese, che considera l’uomo in sistema ad alta complessità in continuo scambio ed equilibrio è importante ogni aspetto della vita con particolare riferimento all’alimentazione, agli stili di vita e al vissuto emotivo. Ottimi risultati vengono ottenuti quando l’agopuntura è unita ad altre pratiche mediche antiche di derivazione orientale. Nello specifico, nel caso dell’infertilità, è consigliato lo sblocco del diaframma attraverso la ginnastica respiratoria che consenta al microcosmo di dialogare con il macrocosmo (per esempio attraverso pratiche come Qi Gong o Tai Chi). La terapia attraverso agopuntura agisce sui nodi che il corpo incorpora e sulle “barriere architettoniche” che, all’interno di quest’ultimo, si sono create impedendo il transito di emozioni e di fluidi. Il ruolo del medico agopuntore è quello di disostruire ciò che non scorre, di attivare ciò che è spento, tonificare ciò che è assente. È nel libero fluire di energia ed emozioni che si ha assenza di malattia, è nel libero fluire che si crea quello “spazio vuoto” in cui l’intera esistenza si riversa.

Aurelia Guzzo effettua agopuntura presso Centro Mindfulness

Aurelia Guzzo

Medico chirurgo iscritto all’albo dei Medici Chirughi di Firenze (n°iscrizione 12546).
Specialista in Medicina di Emergenza Urgenza ed European Fellow of Emergency Medicine.
Ho completato la mia formazione conseguendo il diploma quadriennale di alta specializzazione in agopuntura presso la scuola di Medicina Tradizionale Cinese della città di Firenze con una tesi sperimentale sul trattamento con agopuntura di donne vittima di abuso e violenza domestica.
Lavoro attualmente come dirigente medico presso la ASL Toscana Sud Est, svolgo attività libero professionale in agopuntura e medicina integrata su Firenze e Scandicci, nonché attività di docenza e tutoraggio per gli allievi della scuola di agopuntura di Firenze. Considero la pratica della medicina cinese un imprescindibile completamento della mia professione di medico nell’analgesia, nell’acuzie e nella cronicità con particolare attenzione alla salute della donna e al vissuto emotivo dei miei pazienti. Credo fortemente alla necessità dell’integrazione nelle cure fondata sull’approccio sistemico alla malattia e sulla continua ricerca dell’appropriatezza e dell’educazione ai corretti stili di vita.

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